Mi sento così male, ma il medico dice che non ho nulla!

Cosa succede? mi si alza la febbre, ho continuamente allergie, mi riempio di bolle sulla pelle, ho prurito ovunque, ho dolore ovunque… ma dopo mille analisi e mille visite i miei medici dicono che godo di buona salute ed è tutto nella mia testa

Posso affermare con certezza che l’espressione massima di rabbia e frustrazione che ho osservato nei miei pazienti in studio, l’hanno manifestata quando gli è successo questo. Escluse tutte le patologie organiche, rimane curare i sintomi, ma spesso si diventa anche resistenti ai farmaci, e quindi oltre alla frustrazione di non aver trovato una causa organica al proprio star male, c’è anche la frustrazione del dolore, del prurito, della debolezza. Alcune di queste condizioni diventano così gravi da costringere la persona a stare a letto e quindi perdere le proprie funzionalità sociali e lavorative! Dunque, cosa succede?

E’ ormai un dato scientifico che le nostre emozioni sono profondamente incarnate nel nostro corpo, al punto che quasi non si parla più di malattie psico-somatiche, perché la distinzione tra psiche e soma (corpo) è caduta da tempo. Quindi è una malattia a tutti gli effetti, anche se l’origine è dovuta a delle mancate elaborazioni emotive. Vale la pena chiedere aiuto per capire cosa ci sta succedendo, per capire cosa si è inceppato dentro di noi, cosa si sta ribellando a noi, che sta cercando di attirare la nostra attenzione per essere guardata, capita, accolta e amata. In questi casi, per esperienza, ho visto un enorme beneficio con tecniche di consapevolezza corporea come la Mindfulness, meditazione, arti marziali, tutte quelle attività che ci obbligano a guardare il nostro corpo con cura e rispetto. Questo associato ad un percorso di consapevolezza emotiva con un esperto, sono il consiglio più etico che si possa dare di fronte a questo tipo di sintomi.

Può sembrare umiliante sentire dei sintomi nel corpo e per questo ricevere il consiglio di andare da uno psicologo! Comprendo quanto sia più facile prendere una pastiglia piuttosto che intraprendere un percorso psicoterapico, in cui ci si deve mettere in gioco, durante il quale faremo fatica. Ma provate a prendere questa situazione come un’occasione per conoscersi, per approfondire come “funzioniamo”, a prenderci cura di noi stessi con curiosità, come degli esploratori e usare queste consapevolezze a nostro vantaggio in futuro.

Dedico qualche parola anche per coloro che non hanno sintomi così invasivi, ma quando sentono parlare di una qualsiasi patologia si sentono addosso tutti i sintomi che la contraddistinguono, convincendosi spesso di aver contratto quella malattia. Questa è una cosa differente, più fobica che psicosomatica, anche in questo caso alla base c’è una disregolazione emotiva tutta sbilanciata sull’allarme che vale proprio la pena di andare a scoprire e osservare.