Ho subito una violenza!

Confesso che per scrivere questa area di interesse ho guardato una pagina vuota per molto tempo: è un discorso così delicato, che merita tanta attenzione, empatia e comprensione. Non volevo né essere banale e né perdermi in tecnicismi con definizioni e soluzioni. Chi ha subito violenza di qualsiasi tipo (sessuale, domestica, nell’infanzia o in età adulta) porta con sé i segni indelebili nella propria anima!

Chi ha subito violenza non ricorda quello che ha vissuto quando ne parla, semplicemente lo RIVIVE; il solo parlarne o il solo pensiero fa rivivere ogni attimo di terrore e come se non bastasse la nostra mente ci fa una beffa: quando l’abuso ci ha portato ad un trauma, continua a tornarci in mente sotto forma di flashback senza avere nessuna possibilità di tenere quelle immagini lontane. Ci torna mentre siamo con gli amici, quando passiamo momenti apparentemente tranquilli, come un fulmine a ciel sereno, anche quando dormiamo con ripetuti incubi. A volte il vissuto è così travolgente che perdiamo totalmente la coscienza di quello che ci sta attorno, dimentichiamo pezzi della nostra giornata, possiamo perdere la capacità di provare qualsiasi sensazione, nessuna emozione e nessuna percezione corporea, come se fossimo anestetizzati: diventiamo irritabili, non riusciamo a dormire, qualsiasi rumore improvviso ci riporta lì, non ci si concentra a fare più nulla… La vita non è più quella di prima, si comincia ad avere due vite: quella prima della violenza e quella dopo la violenza. Si può arrivare a smettere di uscire con gli amici, di andare al lavoro o a scuola, ci si chiude in un mondo che ci fa paura, ma proprio non riusciamo a trovare vie di uscita. Quando sono i bambini a subire una violenza, si può pensare che questi mettano in campo delle risorse maggiori rispetto ad un adulto: non è vero! Da bambini si potrebbe non ricordare, si potrebbe continuare a vivere giocando: ma il corpo ricorda, i traumi delle violenze rimangono nella carne… Pertanto si consiglia di rivolgersi sempre e comunque ad un esperto: in fondo, meglio peccare di troppa attenzione che di leggerezza.

Inutile dire che chi vive una situazione del genere ha davvero bisogno di un sostegno da parte di una persona competente, ben preparata, forte, empatica, che veda bene cosa sta succedendo e che sia in grado di accompagnarla fuori da questo tunnel di sofferenza. Una delle tecniche in psicoterapia molto efficace in questi casi è l’EMDR, che associata ad una relazione di fiducia permette di affrontare e vedere come più lontani e tollerabili i vissuti associati ad un’esperienza di violenza, come il senso di impotenza, vergogna, rabbia, paura, indegnità… Non permettiamo che la violenza ci rubi la vita! E’ giusto poter riprendere a vivere, è sano cercare aiuto per evolvere in qualcosa di diverso, per arrivare a rinascere dalla violenza, come la fenice dalle proprie ceneri. Si può diventare più forti e resilienti, riprendendo a vivere con più serenità.